Carla Lattanzi, il blog

Giornale di bordo di una copywriter: un viaggio tra le parole scritte e la comunicazione.

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Blogger: carlalattanzi
Nome: Carla Lattanzi
Copywriter e business writer, appassionata di comunicazione e letteratura. Ho un sito: www.carlalattanzi.it, ovvero Guida alla scrittura quotidiana.

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lunedì, 31 dicembre 2007

Auguri, anzi no.

Dopo due mesi di assenza, che mi dispiacciono assai e che non sto a spiegare perché poco interesserebbe ai miei "venticinque lettori", eccomi qua.
Reduce dalla lettura di un articolo che mi ha spinto a scrivere l'ultimo post del 2007. Prima di fare i dovuti auguri a voi tutti.
"Dire 'Auguri' è una funzione convenzionale, priva di qualsiasi contenuto", dice Edoardo Lombardi Vallauri, glottologo e docente dell'Università Roma 3, intervistato dal Corriere della Sera.
E' un'abitudine consolidata, dice Vallauri, scambiarsi frasi che non vogliono dire affatto quello che stiamo dicendo. "Prendiamo i saluti: 'Ciao, come stai?' 'Ciao e tu?' Entrambi chiedono come stai, nessuno risponde, perché l'importante è dichiarare il proprio interesse per la condizione dell'altro" prosegue il glottologo. Che, riassumendo, dice: se davvero ci interessasse dell'altro, non ci accontenteremmo di un "Bene, grazie"; viceversa, chi si dilunga sulle proprie condizioni di salute viene presto etichettato come scocciatore e schivato nel futuro.

Allora, come fare auguri sinceri?

"Il modo c'è: uscire dallo stereotipo" dice Vallauri. Indicando il contenuto dell'augurio e modulandolo a seconda della situazione speciale di ogni singola persona. "Spero tanto che nel prossimo anno tu possa fare quel viaggio che tanto desideri", ad esempio.
A volte, dice il linguista, basterebbe sostituire alle "collocazioni" tradizionali di parole, nuove collocazioni.
(Bello questo tema delle collocazioni, ci voglio ritornare sopra con il nuovo anno).
Invece di dire Buon Natale e Felice Anno Nuovo, perché non dire? "Intenso Natale" o "Allegro anno nuovo"?

Certo, il signore in questione fa della propria originalità una bandiera, visto che dichiara di non volere alcun regalo di Natale e di non fare a sua volta nessun dono, perché è assurdo regalare solo in quanto qualcuno ha stabilito che c'è una ricorrenza annuale. Sarà, ma una ricorrenza ben consolidata nella Tradizione...

Comunque sia, mi trova d'accordo la faccenda degli auguri più sinceri e meno convenzionali.

Intanto ringrazio Odalisca sicula che mi augura un 2008 traboccante di gioia: è un augurio fantastico.
E poi vi lascio in questo ultimo giorno di un 2007 per me pieno e sereno con un augurio vero, perché vi auguro quello che spero per me:
Un duemilaotto con meno tasse, con una politica più seria, con un orientamento più forte ai valori spirituali, con una comunicazione più piena e meno scema, ricco di creatività, di quiete, di impegno e di tanto rispetto per l'ambiente. Basta? Per me sì. E comunque tanti auguri.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:47 | permalink | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 31 ottobre 2007

Una pausa per "i Santi"

No, non è il ponte di Halloween. E' il ponte dei "Santi". Resisto a questa festa aliena dalla Tradizione, a questo format americano bell'e impacchettato, a questo altro carnevale in versione horror.
Non amo le ronde sfrenate di ragazzini che battono palmo a palmo negozi e condomini al grido di "dolcetto o scherzetto".
(nota uditiva: dalla finestra ascolto petardi da ore)

In ogni caso, mi ritiro qualche giorno in campagna. Pausa.

Prima della festa, vi lascio una cosa simpatica che ho sentito alla radio.
Si tratta di un "palindromo circolare", e mi risuona in testa da qualche giorno:

GIRAFFA ILLUSA FECE FASULLI AFFARI.

Non è delizioso? La magia delle lettere che possono creare frasi serissime ma anche parole-gioco, solo per divertirsi.
E' festa, divertiamoci un po'.
postato da: carlalattanzi alle ore 18:20 | permalink | commenti (4)
categorie: le parole per dirlo
mercoledì, 24 ottobre 2007

I motori di ricerca preferiscono il passivo?

web_browserPer chi scrive sul web: obbligatorio leggere il post di Luisa Carrada che fa una perfetta sintesi dell'ultima Alertbox di Jacob Nielsen.
La forma verbale al passivo, sempre sconsigliata nella scrittura professionale (anche da me, nel mio sito),  torna invece alla ribalta grazie alle preferenze dei motori di ricerca, che leggono prima le parole chiave.
postato da: carlalattanzi alle ore 17:25 | permalink | commenti
categorie: web writing, web stuff, seo copywriting
martedì, 23 ottobre 2007

Quando le parole non servono

Seguite il link e guardate con che brillantezza IKEA comunica la varietà delle proposte per la cucina.
Invece dell'ennesimo, soporoso discorso su quanto "le nostre soluzioni permettano ogni tipo di personalizzazione per gli stili e gli ambienti più diversi..." blah blah blah. Dove l'ho letto? Su tre milioni di siti.

Certo che questo è un passo verso un web visuale, cosa che ho spesso osteggiato qui e altrove,  però ciò che va difeso è il contenuto, il buon contenuto. Quando un messaggio funziona, funziona.
postato da: carlalattanzi alle ore 12:20 | permalink | commenti (4)
categorie: advertising, web stuff
venerdì, 19 ottobre 2007

VIP o popolano? Belle riflessioni sul Blog.

Su Segnal'etica, blog di Massimo De Nardo sui linguaggi della comunicazione, c'è un articolo di Assunta Altieri che riflette sui Vip-blog e sui danni che hanno portato nella blogosfera.
Per chi è appassionato di blog, è da non perdere.
Nella stessa pagina, trovate anche una bella divagazione sul Gossip, a partire dalle notizie-non-notizie di Repubblica on line, colonna destra.
E' come un giornale da parrucchieria, dice Massimo, ma almeno quando esci da lì hai i capelli in ordine.
postato da: carlalattanzi alle ore 16:07 | permalink | commenti
categorie: web writing, buone letture, web stuff
martedì, 16 ottobre 2007

Su "Scrivere" ci sono anche io

Dei fascicoli "Scrivere" della De Agostini (pubblicati in edicola), dico con sincerità che  ho acquistato poco, e custodito gelosamente solo quelli redatti da Luisa Carrada.

La quale, gentile come sempre, mi ha informato che sono stata molto citata nel fascicolo numero 17, uscito in edicola nella prima decade di settembre con il titolo "Scrivere al lavoro". In particolare la sezione che mi cita si occupa del brief ed è a cura di Laura Montorselli, editor e linguista.
Curioso, perché nel mio sito non ho trattato in particolare questo argomento. Magari è uno spunto per cominciare a farlo. Però la cosa mi ha fatto davvero molto piacere.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:38 | permalink | commenti (2)
categorie: attrezzi per copy, strumenti di base
venerdì, 12 ottobre 2007

90 centimetri di marketing

Apro una busta, è per me, dentro ci sono due tappi per le orecchie, sì quelli gialli antirumore. Scarto ancora e scopro che è una lettera del Sole 24ORE  che mi scrive per convincermi all'abbonamento.

E' lunga ben 90 centimetri, rosa come il giornale. Comincia:"Prenda i due tappi gialli che trova nella busta e li metta nelle orecchie..:". Non ho tempo adesso per i tappi, ma ok , avete la mia attenzione, che accidente significano 'sti tappi? E, paziente come spesso chi si occupa di comunicazione, mi avvio alla lettura dei 90 centimetri di testo.

Cito: Questi tappi, contenuti in grosse bocce di plexiglas all'interno del Centro Stampa bla bla bla...
accade tutte le sere in uno degli 8 centri stampa del Sole 24 ORE... bla bla...rotoli di carta rosa riciclata, spessa 75 millimetri...le bobine, pesanti 15 quintali vengono caricate su una macchina straordinaria, la rotativa, lunga 40 metri, capace di stampare piegare e impaginare fino a 56 pagine per 20 copie al secondo, 75.000 copie l'ora...bla bla...un concentrato di tecnologia e potenza...meter


Smetto qui. Adesso so tutto sulle rotative. E mi dicono che se mi abbono entro dicembre (= anche la copia col suo nome sarà sul furgone!) ho diritto a una gita al Centro Stampa del Sole 24 ORE. WoW! Forse meglio prendere il furgone e dirottarlo su un giro di shopping per Milano.

Ma dico: non vi sembra che spesso i markettari e i pubblicitari, i consulenti di comunicazione e, sì, anche noi copywriter, facciamo le cose per compiacerci della bella trovata, senza pensare al successo comunicativo dell'iniziativa?

Sto insegnando ai miei alunni che quando hanno davanti un testo, devono saper risalire all'intenzione comunicativa dell'autore. In questa letterona rosa, qual era l'intenzione comunicativa? Farmi abbonare, dopo avermi intorpidito con una badilata di dati sulla stampa.

Ma non lo farò, caro Ivo Merli Responsabile Abbonamenti, e non cambierò idea nemmeno ora che so che Humphrey Bogart avrebbe detto:
E' la stampa bellezza! Ecco, lui sì che sapeva andare al sodo.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:53 | permalink | commenti (1)
categorie: marketing, attrezzi per copy
giovedì, 04 ottobre 2007

Dal D-day al V-day. Cambio di consonante (e di stile).

Dal D-day, il giorno dello sbarco in Normandia delle truppe anglo-americane durante la  II guerra mondiale, è partito l'uso, tutto anglosassone, di intitolare "sostantivo + day" un giorno speciale. Per commemorare un evento o per manifestare pro o contro qualcosa.
Ed ecco il Thanksgiving day, l'Independence day, e il più recente no tax day.

L'espressione ha conservato, per la quindicina di anni che ci siamo lasciati alle spalle, un'aura di solennità e serietà. Ma ultimamente in Italia, dopo il Barrichello day lanciato dalla "Padania" e altre amenità (dove lo mettiamo il maiale di  Calderoli?) si è arrivati allo sbeffeggiamento sistematico.
Fino a raggiungere il culmine, pochi giorni fa, da parte del popolo di Grillo che ha celebrato il V-day, dove la "V" sta per vaffa...

Come tutte le cose troppo usate, alla fine la formula "sostantivo+ day" si è svilita, per rimanere un guscio vuoto. Pensate che la Repubblica, il giorno della celebrazione della famiglia ha titolato: IL GIORNO DEL FAMILY DAY.

Trovate un articolo dettagliato su Treccani - lingua e linguaggi.
postato da: carlalattanzi alle ore 16:24 | permalink | commenti (4)
categorie: scrivere bene, le parole per dirlo
martedì, 02 ottobre 2007

La letteratura si attraversa, non si sbrana

Ho dato al post precedente il titolo "passeggiate" e questo mi ha richiamato alla memoria il consiglio di Scevola Mariotti, illustre filologo classico (quello del vocabolario di Latino) e mio professore quando studiavo alla Sapienza di Roma.

Noi studenti ci sedevamo per l'esame, e attaccavamo: "Professore, vorrei dunque illustrare questo bran..."
E ci interrompevamo, vedendo la sua espressione accigliata e l'irrigidirsi della postura sulla poltrona di pelle.

"Non dite brano, non dite mai BRANO in mia presenza", diceva allora Mariotti. "Ma le pare, signorina, rifletta su questa parola: brano, sbranare... La letteratura si attraversa a passi, non si sbrana. Dica: PASSO, voglio illustrare questo passo."

E da allora non ho più pronunciato volentieri la parola brano.

postato da: carlalattanzi alle ore 15:00 | permalink | commenti (3)
categorie: scrivere bene, le parole per dirlo

Passeggiate sugli specchi

cornice_specchioAvevo promesso di riportare qui nel blog una mia piccola selezione di passi letterari sugli specchi, ed eccomi qua.
Svolsi questo lavoro per la Fiam, che voleva pubblicare in occasione del Salone del Mobile di Milano, alcuni passi celebri scrivendoli su una nuova collezione di specchi design.

"Guarda il tuo specchio e ti apparirà un volto
che ben sopravanza le mie futili invenzioni
spegnendo i miei versi e dando a me disdoro.
.....
Giacché a nessun altro scopo mirano i miei versi
che a dir delle tue grazie e dei tuoi doni,
e molto, molto più di quel che sta in un verso mio
il tuo specchio ti mostra, quando tu vi guardi".


William Shakespeare, Sonetti, CIII.


«Fingiamo di poterci entrare,
fingiamo che lo specchio sia morbido come un velo,
e che si possa attraversare.
Ecco, adesso sta diventando come una specie di nebbia...
Entrarci è la cosa più facile del mondo.»

Lewis Carrol, Attraverso lo specchio



"Vidi il popoloso mare,
vidi l’alba e la sera,
vidi le moltitudini d’America,
vidi un’argentea ragnatela al centro di una nera piramide,
vidi infiniti occhi che si fissavano in me come in uno specchio,
vidi tutti gli specchi del pianeta e nessuno mi rifletté…”

Jorge Luis Borges, L’Aleph



"Teco porti lo specchio di Narciso?
Questo è piombato vetro, o mascheraio.
Aggiusta le tue maschere al tuo viso,
Ma pensa che sei vetro contro acciaio."

Gabriele D’Annunzio,
specchio del Vittoriale.

postato da: carlalattanzi alle ore 11:05 | permalink | commenti (2)
categorie: caffè letterario

Eccomi qua, sono tornata

Non dalle ferie, che ormai sono un ricordo (eh! che espressione banale, sono fuori forma :-D).
Sono tornata da un periodo pieno pieno di lavoro e di novità.
Durante l'estate ho ricevuto la proposta di immissione in ruolo nella scuola per insegnare italiano.
Ebbene, ho accettato e così, dal primo settembre sono ufficialmente arruolata in un istituto della mia città (sì, che fortuna, ho trovato proprio un posto nella mia città) come Prof. di Lettere.

Una rentrée, visto che nella scuola avevo già lavorato, ma per insegnare Latino e Greco, da supplente. Poi più nulla. Dico tutto ciò per giustificarmi e scusarmi della mia lunga assenza.

Avevo scritto: ci rivediamo a settembre, e oggi è il 2 ottobre, non è carino, ma il tempo che mi è rimasto dopo l'avvio della scuola è stato giusto quello per dormire, visto che il lavoro di copy non si è esaurito di colpo e anzi, prosegue.

Molti amici e colleghi mi hanno bacchettato e stimolato a farmi viva sul sito e sul blog. Hanno ragione, anzi, la cosa mi riempie di gioia perché vuol dire che erano veramente interessati, no? Quindi ringrazio tutti e ricomincio. Viva il blog.
postato da: carlalattanzi alle ore 10:51 | permalink | commenti
categorie:
giovedì, 02 agosto 2007

Arrivederci a settembre

Cari amici e lettori del blog,
vi auguro buone vacanze e un sereno riposo.
Io sarò di nuovo attiva dal 29 agosto, giorno più giorno meno.

postato da: carlalattanzi alle ore 15:03 | permalink | commenti (1)
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