Dopo due mesi di assenza, che mi dispiacciono assai e che non sto a spiegare perché poco interesserebbe ai miei "venticinque lettori", eccomi qua.
Reduce dalla lettura di un articolo che mi ha spinto a scrivere l'ultimo post del 2007. Prima di fare i dovuti auguri a voi tutti.
"Dire 'Auguri' è una funzione convenzionale, priva di qualsiasi contenuto", dice Edoardo Lombardi Vallauri, glottologo e docente dell'Università Roma 3, intervistato dal Corriere della Sera.
E' un'abitudine consolidata, dice Vallauri, scambiarsi frasi che non vogliono dire affatto quello che stiamo dicendo. "Prendiamo i saluti: 'Ciao, come stai?' 'Ciao e tu?' Entrambi chiedono come stai, nessuno risponde, perché l'importante è dichiarare il proprio interesse per la condizione dell'altro" prosegue il glottologo. Che, riassumendo, dice: se davvero ci interessasse dell'altro, non ci accontenteremmo di un "Bene, grazie"; viceversa, chi si dilunga sulle proprie condizioni di salute viene presto etichettato come scocciatore e schivato nel futuro.
Allora, come fare auguri sinceri?
"Il modo c'è: uscire dallo stereotipo" dice Vallauri. Indicando il contenuto dell'augurio e modulandolo a seconda della situazione speciale di ogni singola persona. "Spero tanto che nel prossimo anno tu possa fare quel viaggio che tanto desideri", ad esempio.
A volte, dice il linguista, basterebbe sostituire alle "collocazioni" tradizionali di parole, nuove collocazioni.
(Bello questo tema delle collocazioni, ci voglio ritornare sopra con il nuovo anno).
Invece di dire Buon Natale e Felice Anno Nuovo, perché non dire? "Intenso Natale" o "Allegro anno nuovo"?
Certo, il signore in questione fa della propria originalità una bandiera, visto che dichiara di non volere alcun regalo di Natale e di non fare a sua volta nessun dono, perché è assurdo regalare solo in quanto qualcuno ha stabilito che c'è una ricorrenza annuale. Sarà, ma una ricorrenza ben consolidata nella Tradizione...
Comunque sia, mi trova d'accordo la faccenda degli auguri più sinceri e meno convenzionali.
Intanto ringrazio Odalisca sicula che mi augura un 2008 traboccante di gioia: è un augurio fantastico.
E poi vi lascio in questo ultimo giorno di un 2007 per me pieno e sereno con un augurio vero, perché vi auguro quello che spero per me:
Un duemilaotto con meno tasse, con una politica più seria, con un orientamento più forte ai valori spirituali, con una comunicazione più piena e meno scema, ricco di creatività, di quiete, di impegno e di tanto rispetto per l'ambiente. Basta? Per me sì. E comunque tanti auguri.