Dal
D-day, il giorno dello sbarco in Normandia delle truppe anglo-americane durante la II guerra mondiale, è partito l'uso, tutto anglosassone, di intitolare "sostantivo +
day" un giorno speciale. Per commemorare un evento o per manifestare pro o contro qualcosa.
Ed ecco il
Thanksgiving day, l'I
ndependence day, e il più recente
no tax day.
L'espressione ha conservato, per la quindicina di anni che ci siamo lasciati alle spalle, un'aura di solennità e serietà. Ma ultimamente in Italia, dopo il
Barrichello day lanciato dalla "Padania" e altre amenità (dove lo mettiamo il maiale di Calderoli?) si è arrivati allo sbeffeggiamento sistematico.
Fino a raggiungere il culmine, pochi giorni fa, da parte del popolo di Grillo che ha celebrato il V-day, dove la "V" sta per vaffa...
Come tutte le cose troppo usate, alla fine la formula "sostantivo+ day" si è svilita, per rimanere un guscio vuoto. Pensate che la Repubblica, il giorno della celebrazione della famiglia ha titolato: IL GIORNO DEL FAMILY DAY.
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Treccani - lingua e linguaggi.