Carla Lattanzi, il blog

Giornale di bordo di una copywriter: un viaggio tra le parole scritte e la comunicazione.

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Copywriter e business writer, appassionata di comunicazione e letteratura. Ho un sito: www.carlalattanzi.it, ovvero Guida alla scrittura quotidiana.

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martedì, 16 ottobre 2007

Su "Scrivere" ci sono anche io

Dei fascicoli "Scrivere" della De Agostini (pubblicati in edicola), dico con sincerità che  ho acquistato poco, e custodito gelosamente solo quelli redatti da Luisa Carrada.

La quale, gentile come sempre, mi ha informato che sono stata molto citata nel fascicolo numero 17, uscito in edicola nella prima decade di settembre con il titolo "Scrivere al lavoro". In particolare la sezione che mi cita si occupa del brief ed è a cura di Laura Montorselli, editor e linguista.
Curioso, perché nel mio sito non ho trattato in particolare questo argomento. Magari è uno spunto per cominciare a farlo. Però la cosa mi ha fatto davvero molto piacere.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:38 | permalink | commenti (2)
categorie: attrezzi per copy, strumenti di base

Commenti
#1   16 Ottobre 2007 - 17:28
 
Congratulazioni e auguri, anche, o forse dovrei dire soprattutto, per la cattedra.

Spero che gli studenti di oggi domani parleranno e, soprattutto, scriveranno meglio di come fanno i loro immediati predecessori. Non dovrebbe essere nemmeno difficile, a dire la verità.

Qualcuno ha scritto che questo dipende dal fatto che l'idea stessa di errore è progressivamente scomparsa, per via della sua connotazione biasimevole in quanto implica castigo.

Più praticamente spero che la rassegnata, costante erosione del linguaggio sia da attribuire a una malintesa esigenza di economia che produce un'ingiustificata urgenza e questa, a sua volta sia usata per giustificare invece una banale trasandatezza.

Apprezzo il florilegio di corsi e pubblicazioni sulla scrittura degli ultimi sette-otto anni ma non posso fare a meno di chiedermi perché non abbia sortito effetti migliori e spero che non si tratti solo di una moda o, peggio, di un'inopinata attesa di carriera.
utente anonimo

#2   19 Ottobre 2007 - 15:52
 
Che piacere leggere un testo così ben scritto, con un lessico così ricco.
Grazie per le belle riflessioni e per gli auguri.
Sono d'accordo sul fatto che i "florilegi" non abbiano sortito effetti migliori, però credo che già l'interesse che si va risvegliando attorno alla scrittura sia un dato positivo.

Le responsabilità più grosse però sono sempre nella scuola. Io ci lavoro da poco, ma la osservo da molto. Anche perché ho due figlie alle elementari (e tanti loro amici che frequentano scuole diverse).
Mi sembra che si sia di molto snellito il tempo dedicato alle attività di apprendimento tradizionale, per dedicarsi a una quantità talvolta parossistica di progettazione.
La scuola è piena di progetti. Progetti con dentro di tutto: dal gioco delle carte (insegna a socializzare e a stare alle regole, no?), alla preparazione della pizza (hai visto mai, una vocazione da pizzaiolo non scoperta per tempo...), alla realizzazione di pon-pon (forse più adatta al villaggio Valtour?); dai giochi di ruolo ai musical, dall'arte contemporanea di ignoti imbrattatele al trucco teatrale.

Non scherzo, è tutto vero.
Ora il ministro Fioroni, per fortuna, ha richiamato tutti all'ordine ricordando che si va a scuola soprattutto per la grammatica e le tabelline.

Sono d'accordo. Ricominciamo a studiare, e lasciamo la pizza ai fornai e il circo agli Orfei.

Forse così sarà ancora bello acquistare "i florilegi", ma sapendo già usare l'ortografia.
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