Riflettevo su due parole, che hanno avuto una vita lunghissima, si usano nel web e hanno entrambe a che fare con il legno.

La prima è
Codice:
dal latino caudex, il tronco di legno. Un bel "ciocco" da cui si cominciarono a ricavare le tavolette per scrivere. Un insieme di tavolette da leggere una dopo l'altra, con l'andamento tipico del libro (anche se fino al IV secolo dopo Cristo il libro "dotto" aveva la forma del rotolo di papiro).
Una sequenza di tavolette usate come pagine
diventa un codex, la forma ideale per trascrivere un corpus di leggi e regolamenti. Ecco che si avvicina il nostro codice.
Il significato della parola slitta dal supporto al contenuto, e pian piano si designa con "codice" anche l'insieme di segni che è destinato a trasmettere l'informazione in un settore specifico, talvolta in forma segreta. C'è il codice della strada, il codice della navigazione... La parola è tornata di gran moda dopo il Codice da Vinci. Poi c'è anche
il codice HTML, ovvero il linguaggio informatico che sta dietro le pagine dei siti internet. E dal nostro ciocco siamo arrivati al web.
C'è poi la parola
Log, i
n inglese. Anche il log è un bel tronco di legno, solido e spesso quanto basta per farne il supporto di un libro. Log infatti passa presto a indicare il registro su cui appuntare le notizie relative a un periodo di tempo o a un viaggio. Tipicamente, il libro di bordo del capitano della nave è un Log.
Sul web si naviga, così il diario del navigante diventa il
Web Log, da cui blog. E ancora una volta abbiamo viaggiato nel tempo, dall'umile tronco fino al tecnologico web.
Poche variazioni nel significante (la forma esteriore della parola), lungo percorso nel significato. Alcune parole non finiscono mai di stupirci.