
Il primo esperimento di SEO Copywriting per me avvenne due anni fa circa.
Avevo già scritto testi per i siti, seguendo regole di web writing come quelle che si trovano nei buoni manuali per redattori, ad esempio
Scrivere per Internet di Luisa Carrada. E mi sembrava di aver sempre fatto un buon lavoro.
Al termine della riunione per stabilire le linee guida del sito dell'azienda, il cliente mi disse: "
Le faccio avere a breve la lista delle keywords. Ha già fatto SEO, vero?"
Ooops! Sì certo, magari non si chiamava proprio così ma-era-proprio-lui-come-no.
Ho realizzato che
non bastava più scrivere correttamente i testi di un sito, ma dovevo anche scrivere perché il tutto fosse trovabile. La parola del momento divenne TROVABILITA'. Alcune parole chiave non c'entravano nulla con quello che io volevo scrivere dell'argomento, così ho piegato la creatività alle esigenze "motoristiche".
Ma, attenzione: se scrivete un testo che "sa di finto" con parole chiave ripetute ossessivamente qua e là senza troppa pertinenza, il motore se ne accorge. Vi becca subito e andate in castigo, il sito pure e il cliente non sarà contento.
Allora, che è questo benedetto
SEO Copywriting? Scrivere testi per i siti in modo che i loro contenuti siano facilmente indicizzabili, inserendo in maniera naturale nel contesto le parole chiave importanti (SEO = Search Engine Optimization).
Da allora ho fatto molta pratica e ho imparato a contestualizzare le parole chiave con naturalezza nelle posizioni richieste. Ma che fatica!
Tempo fa ho avuto un breve scambio con i blogger di Marketing Routes sull'argomento e penso sia utile per tutti la risposta che mi ha dato Fradefra alla domanda: quanto ne deve sapere un buon copy del SEO?
Ormai la maggior parte del posizionamento è fatto dagli aspetti redazionali. L’unica cosa di cui si deve convincersi è che scrivere ottimizzato significa scrivere organizzato.
- un buon glossario
- esplorazione degli argomenti
- distribuzione corretta degli argomenti sul documento
- occhiello ben fatto (importante sia per la comunicazione sia per i motori di ricerca)
- conclusione ben fatta (importante sia per la comunicazione sia per i motori di ricerca)
- separazione su pagine diverse con link per gli argomenti collaterali
- confinamento a paragrafi delle parti non attinenti che comunque devono stare sul documento
- individuazione della miglior rappresentazione del dominio di conoscenza che si sta affrontando
queste cose sono fondamentali per la comunicazione, ma anche e soprattutto per i motori. Il bello è che convergono.
Il tutto, poi, si riflette sui benchmarking della concorrenza on-line. Spesso i siti dei concorrenti sono meglio visibili, non più visibili.
La visibilità non è un fatto di potenza, ma di larghezza e spettro, di durata nel tempo, di target.
Concludo e segnalo alcune risorse utili:
Ma sull'argomento ci tornerò spesso. Ogni commento è benvenuto.