Carla Lattanzi, il blog

Giornale di bordo di una copywriter: un viaggio tra le parole scritte e la comunicazione.

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Blogger: carlalattanzi
Nome: Carla Lattanzi
Copywriter e business writer, appassionata di comunicazione e letteratura. Ho un sito: www.carlalattanzi.it, ovvero Guida alla scrittura quotidiana.

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martedì, 16 ottobre 2007

Su "Scrivere" ci sono anche io

Dei fascicoli "Scrivere" della De Agostini (pubblicati in edicola), dico con sincerità che  ho acquistato poco, e custodito gelosamente solo quelli redatti da Luisa Carrada.

La quale, gentile come sempre, mi ha informato che sono stata molto citata nel fascicolo numero 17, uscito in edicola nella prima decade di settembre con il titolo "Scrivere al lavoro". In particolare la sezione che mi cita si occupa del brief ed è a cura di Laura Montorselli, editor e linguista.
Curioso, perché nel mio sito non ho trattato in particolare questo argomento. Magari è uno spunto per cominciare a farlo. Però la cosa mi ha fatto davvero molto piacere.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:38 | permalink | commenti (2)
categorie: attrezzi per copy, strumenti di base
giovedì, 19 luglio 2007

L’errore e l’errare, non sempre nocivi

Dei miei studi di filologia classica mi è sempre piaciuta la parte che esplorava la genesi dell’errore.

Il filologo classico è uno che risale la storia di un testo attraverso i secoli, per arrivare alla versione originale o più vicina possibile a quella scritta dall’autore medesimo, come era prima che fosse corrotta dalle vicissitudini del supporto fisico (papiro o codice di pergamena), dagli errori di copiatura degli amanuensi, dalle citazioni sbagliate in altre opere e così via. Perciò per il filologo è così importante capire come si generano gli errori.

Di tutte le categorie che venivano spiegate a noi studenti, mi sono rimaste in mente alcune forse ancora utili a chi scrive oggi, anche se prevalentemente al computer.

 

il saut du même au même
Uno degli errori più frequenti si verifica quando copiamo un testo. Non sempre è copia-incolla in mala fede, talvolta si copia per citare un passo letterario, o per riportare un articolo di giornale di cui non troviamo la versione on line.

E’ il cosiddetto saut du même au même. Mentre si copia, lo sguardo va dall’originale al proprio foglio. Quando l’occhio torna indietro, trova un punto del testo con una parola uguale a quella che ha visto per ultima. E così salta un pezzo. Una variante di questo errore è la duplicazione. Invece di saltare, si scrive due volte la stessa cosa. Leggendo i quotidiani, troverete spesso nelle colonne paragrafi scritti due volte di seguito...

 
il lapsus psicologico
Chi scrive ha in mente, a livello logico, una certa parola. Ma mentre scrive, il suo cervello distoglie l’attenzione da quella parola e si concentra su altro. Magari su un argomento che gli sta a cuore, o per cui è preoccupato. Lucia Cesarini Martinelli (in La filologia, editori riuniti 1984) racconta che la sua dattilografa, preoccupata per il proprio lavoro precario, ha scritto in tutto il testo che le era stato richiesto: impiego al posto di impegno  e assunzione al posto di assoluzione. E anche questi errori qui capitano spesso...

 

la banalizzazione
Il cervello si sa, vede quello che gli va di vedere. Se si trova davanti a una parola difficile, che non fa parte del suo vocabolario abituale, piuttosto che sforzarsi o ammettere l’ignoranza, sostituisce la parola nemica con una a lui più nota. Cioè banalizza.

E’ il caso (purtroppo) di molti giornalisti. Cesarini Martinelli ricorda che anni fa era di moda la parola cogestione, che diventava quasi sempre la congestione. La collazione diventa colazione, meriggio diventa pomeriggio, Antonioni (il regista) veniva spesso citato come Antognoni (il calciatore, vuoi mettere).

 Il filologo, dinanzi a due varianti entrambe valide, in questo caso sceglie la cosiddetta lectio difficilior, cioè la parola più difficile. Prende per assunto che l’errore si sia generato a partire dalla parola difficile per arrivare a quella più semplice, e non il contrario.

Anni fa, il criterio della lectio difficilior mi salvò mentre facevo editing di una lettera scritta in bozza da una collega a un personaggio importante. Lei era irraggiungibile e la lettera andava spedita immediatamente. Molti nomi citati nella missiva erano dubbi, perché altre fonti davano diverse versioni. Scelsi per ogni nome la versione più difficile e mi andò bene.

Ce ne sono molti altri di errori classificati, alcuni non più attuali perché è finito il tempo dei copisti medievali. Ma altri invece sempre in auge, perché la mente umana segue gli stessi sentieri.


 

E a proposito di sentieri, errore viene dalla parola errare, che vuol dire “andare vagando”. E vagando ci si può allontanare dalla meta per raggiungerne un’altra, ma non necessariamente sbagliata.

Un errore cioè, può essere anche utile, anzi di più: creativo. Nell’ideazione di headline per la pubblicità, il copywriter spesso si avvale proprio di un errore per arrivare a una frase originale, spiazzante e proprio per questo destinata a farsi notare. (Metti un tigre nel motore...ricordate?)

Gianni Rodari, nella Grammatica della fantasia (Einaudi), ricorda come nella Cenerentola di Charles Perrault fu proprio un errore di trascrizione a far diventare la scarpina della fanciulla di vetro (verre) invece che di vaire (pelo, pelliccia). Chi si sarebbe appassionato a una scarpa di pelo abbandonata sulla scala alla fine del ballo? Nemmeno fosse stata una Manolo Blahnik... Il cristallo invece è tutta un’altra cosa. 

 
Altri errori deliziosi sono quelli dei bambini, come sa ogni mamma. Entrambe le mie figlie da piccole volevano “Il pane con la Nuotella”. Lungi da me correggere quel meraviglioso errore, mentre immaginavo una voluttuosa nuotata nella crema alla nocciola, quasi come Paperone nei dollari.

giovedì, 24 maggio 2007

DECODI, dizionario della comunicazione di impresa

red_books Sul sito del Centrostudi Comunicazione c'è il D.E.CO.D.I., Dizionario Enciclopedico della Comunicazione di Impresa.
Un repertorio in ordine alfabetico di tutte le parole che hanno a che fare con: marketing, pubblicità, relazioni pubbliche, grafica, informatica, scienze imprenditoriali.

La risorsa (gratuita) da andare a consultare quando sentiamo dire parole, magari in una riunone strategica, di cui non conosciamo il significato. Invece di un'estenuante ricerca su Google.
PDF, circa 1 Mega.
postato da: carlalattanzi alle ore 09:12 | permalink | commenti (2)
categorie: strumenti di base