Carla Lattanzi, il blog

Giornale di bordo di una copywriter: un viaggio tra le parole scritte e la comunicazione.

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Blogger: carlalattanzi
Nome: Carla Lattanzi
Copywriter e business writer, appassionata di comunicazione e letteratura. Ho un sito: www.carlalattanzi.it, ovvero Guida alla scrittura quotidiana.

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lunedì, 16 luglio 2007

Vado al minimo, vado a gonfie vele

Non vi sarà sufggito ieri sotto l'ombrellone l'articolo del Corriere della Sera "Italia, il Paese delle donne nude".
Il Financial Times nota come gli altri europei trovino la nostra Italia piena di donne scollacciate oltre il buon gusto e si domanda perché lo stesso ambiente pubblicitario non sappia offrire altro.

Certo non ci voleva il FT, bastava un po' di osservazione non assuefatta, ma bene ha fatto il prestigioso giornale a stigmatizzare questo fenomeno.

Perché ci siamo ridotti così? Le risposte richiederebbero un'analisi che supera le possibilità di un blog. Ma spero che l'uscita di ieri suoni come una sveglia per i creativi pubblicitari.
Che aspettate a tirare fuori la creatività, quella vera? Non vi sembra sfacciatamente facile vendere qualunque, ma qualunque cosa, esibendo donnine provocanti? Perfino gli spot radiofonici, non potendo mostrare corpi nudi, ricorrono a pesanti ammiccamenti e doppi sensi nei testi, tanto da far sembrare ogni donna che vi compare come una pericolosa ninfomane, adultera o adescatrice da quattro soldi.

Dal vostro target vi sta arrivando una voce, che dice in coro una sola parola: BASTA. Questo target, cominciate a studiarlo un po' meglio perché siamo in molti a essere schifati. Persino per vendere alle donne usate corpi femminili in pose esplicite. Personalmente non ne posso più e sto ricorrendo, come ribellione privata, all'acquisto di oggetti no logo, evitando accuratamente di comprare quelli che ricorrono a certa pubblicità.

La regressione culturale del nostro Paese è visibile anche dalla scelta che stanno attuando i suoi pubblicitari.
Che si risparmiano e vanno al minimo. Vanno a gonfie vele.


postato da: carlalattanzi alle ore 12:27 | permalink | commenti (2)
categorie: advertising, tendenze
mercoledì, 04 luglio 2007

Una bella mappa del web 2.0

Vi segnalo una mappatura del web 2.0, elaborata alla fine del 2006 ma ancora valida per riflettere.
Visivamente carina, e curiosamente definita: Virtual Identity 0.2.

Su due ipotetici assi ci sono  il binomio identità pubblica / privata e quello main activity / entertainment.
Il risultato è un puzzle dove ognuno può collocare  le proprie attività sul web.

Cliccate sull'immagine per accedere all'originale sul blog Leafar.
Clicca sull'immagine per vedere la mappa virtual identity
Conoscere - fare - amare - condividere. To know, to do, to like, to share. Queste sono le dimensioni del web. Al centro di tutto c'è I AM what I say...il blog.
Interessante.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:53 | permalink | commenti (3)
categorie: tendenze, web stuff
lunedì, 02 luglio 2007

Social network visuali e tramonto del testo

muccaLeggo su "Italia Oggi" di venerdì scorso un articolo a firma di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di SDA Bocconi nell'area strategie aziendali e presidente del Comitato Scientifico di Assodigitale.
L'articolo contiene suggerimenti alle aziende, per consentire loro di sfruttare nel modo corretto i fenomeni di social network, e in particolare SecondLife (vedi post precedente...).

In chiusura, Carnevale Maffè dice:
Mentre la nostra partecipazione a un sito internet non è immediatamente percepita da terzi, se non tramite un nostro contributo attivo in forma verbale (forum, chat, sistemi di instant messaging), servizi come SecondLife valorizzano la nostra presenza, rendendoci immediatamente e semplicemente visibili agli altri e, significativamente, a noi stessi. Liberare Internet dalla schiavitù della mediazione verbale, ancor più nella sua complessa versione testuale, è la grande scommessa dei social network visuali.

E speriamo che la perdano questa scommessa. Dopo che decenni di televisione ci hanno ridotto a dei bruti ululanti, dopo che abbiamo imparato a valutare la qualità dei contenuti con la moneta dell'audience, l'era del web, massime quella del 2.0, ha aperto un nuovo umanesimo.
Un era in cui scrivere è di nuovo un piacere, non una schiavitù, e i contenuti valgono per la loro intrinseca bontà rispetto al pubblico cui sono destinati.
E da questa dimensione testuale dovremmo essere liberati, grazie ai nostri avatar e altre amenità visive.  Ma ciò che distingue l'uomo dal resto del creato è il logos, che è ragione e, guarda caso, anche parola. O dovremo supporre che all'uomo basti il solo gesto?
postato da: carlalattanzi alle ore 11:18 | permalink | commenti (4)
categorie: tendenze, web stuff
lunedì, 11 giugno 2007

Arriva aNobii, il social network dei libri

Per appassionati di libri sarà quello che è You Tube per i video e Flickr per le foto... Come farne a meno?

Nel fine settimana sono venuta a conoscenza del fenomeno aNobii, il bookcrossing, il modo più friendly per: trasportare la propria libreria fisica in un sito, conoscere quanti altri hanno i libri che ti interessano, sapere come li hanno commentati, farsi una lista dei desideri e altro.

Ci si iscrive in pochi secondi e si inizia a creare la propria libreria. L'interfaccia è semplice e intuitiva.
Le logiche sono quelle dei social network, quindi visibilità dei propri spazi agli altri utenti, commenti pubblici (ma c'è anche modo di renderli privati), ordinamento per tags.

Volendo si può anche vendere e acquistare, ma credo che le transazioni si facciano privatamente e offline.

In un primo momento ho pensato che questa novità toglierà un po' di spazio a chi, come me, voleva creare nel proprio sito o blog degli spazi per commentare e segnalare libri.
Ma si sa, ai fenomeni della rete è inutile opporsi. Se sono validi,  bisogna subito trovare il modo di servirsene al meglio. Partecipare è meglio che resistere.

Un articolo esaustivo su aNobii lo trovate su Apogeonline.

Ah, dimenticavo: aNobii deriva dal nome scientifico del tarlo del legno, anobium punctatum, che nei paesi di cultura anglosassone è definito bookworm, verme dei libri.
postato da: carlalattanzi alle ore 11:54 | permalink | commenti (2)
categorie: tendenze, caffè letterario, web stuff
giovedì, 07 giugno 2007

Il pianeta delle scimmie?

"Millions and millions of exuberant monkeys ... are creating an endless digital forest of mediocrity".

Così parlò della blogosfera Andrew Keen, imprenditore di Londra che ha fatto fortuna nella Silicon Valley  lanciando, all'inizio della dot com era,  il fenomeno Audiocafè. La teoria di Keen è esposta in un libro dal titolo The Cult of the Amateur: How Today's Internet is Killing our Culture e sta facendo infuriare tutta l'America che scrive nei blog.

L'articolo è sul sito della CNN.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:59 | permalink | commenti
categorie: tendenze, web stuff
mercoledì, 06 giugno 2007

Come cambia la pubblicitĂ  nel web

ADV_kellogsE' stato pubblicato l'ultimo rapporto EIAA, (PDF)  European Interactive Advertising Association, sui formati e stili pubblicitari che più "tirano" in questo momento nel web.
Quanto ai formati, i numeri parlano chiaro: il "Super Banner" (728 x 90) e il "Medium Rectangle - MPU" (300 x 250) sono quelli che in Europa si usano di più (ci sono esempi visivi nel rapporto).

Queste le motivazioni:
Advertisers are embracing 'entertaining' online ad formats as a way to interact and engage with their consumers and communicate brand messages.
A proposito di numeri:
To create the report over 300 billion online ad impressions delivered between July and December 2006 were analysed.

Il primo formato sembra spinto dalla legge dell'usabilità per cui maggiore è l'area cliccabile minore le difficoltà dell'utente ad accedere al link.
Il secondo è preferito in quanto veicolo di una pubblicità "rich content media" ovvero in streaming audio/video.
Dovremo mandare in soffitta l'annuncio contestuale?
postato da: carlalattanzi alle ore 16:27 | permalink | commenti (2)
categorie: advertising, tendenze, web stuff
giovedì, 31 maggio 2007

RSS, capiamo cos'è una volta per tutte. Con un video.

Molti non hanno idea di cosa siano gli RSS e non c'è niente di male.
Con il pragmatismo ordinato tipico del mondo anglosassone, gli esperti di Common  Craft hanno realizzato un video che in appena 3 minuti spiega cosa sono gli RSS e perché conviene abituarcisi.

Il video è in inglese (facile) ma ho scovato la versione con sottotitoli in italiano.



Il titolo originale è RSS in Plain English. Un ottimo esempio di divulgazione.
Valido anche l'avvertimento finale "Attenzione alla dipendenza!".

Per gli RSS oltre al modo indicato da loro nel video, ce n'è un altro ancora più semplice. In alcuni browser come Firefox (che io uso) c'è il bottoncino arancione nella barra dell'indirizzo. Basta cliccarci sopra ed è fatta.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:14 | permalink | commenti
categorie: tendenze, le parole per dirlo, web stuff
mercoledì, 30 maggio 2007

Chi ha preso la poltrona viola?

La Big Idea Chair è stata assegnata all'agenzia Leagas Delaney Italia per la campagna Goodyear.
L’ambita “grande poltrona viola” è stata consegnata il 28 maggio scorso in occasione della premiazione del GrandPrix della pubblicità 2007 di Pubblicità Italia presso il Teatro Manzoni di Milano.
poltrona
Qui trovate il sito dell'agenzia Leagas Delaney .
Sul sito di Pubblicità Italia trovate ulteriori dettagli sulla serata e sui premi.

Nonostante tutto, mi è rimasta la sensazione di qualcosa che non va. Su decine di siti la stessa notizia (presa dal comunicato ufficiale), da nessuna parte un'immagine o un link che rimandi a un filmato, una foto o qualsiasi ragguaglio sulla benedetta campagna premiata.
Il sito dell'agenzia ci vuole mezz'ora per aprirlo e si naviga non senza un certo disagio... Ah, anche lì nessuna menzione del premio, frugando tra i clienti si trova lo spot TV Goodyear.
Personalmente, ho un'altra idea della comunicazione.

"Ci sentiamo più predisposti per i new media - hanno aggiunto Peroni (il copywriter) e Cornacchia (l'Art Director) - e pensiamo che, sebbene l’online non abbia raggiunto il massimo delle potenzialità, il futuro vedrà la convergenza tra tv e mezzi digitali. Meglio essere preparati”.
Per il momento, sembra però che chi fa advertising non abbia preso troppa confidenza con le regole del web.

postato da: carlalattanzi alle ore 15:08 | permalink | commenti (1)
categorie: advertising, tendenze
martedì, 29 maggio 2007

Emozioni a Milano

Ogni tanto la mia vena folle si ripresenta.
Agli amici che non abitano in zona (Pesaro/Marche) devo una spiegazione: c'è da anni ormai una tendenza consolidata negli imprenditori della nostra regione a snobbare risorse e consulenti della zona per dirigersi nella mitica Milano.forbici
Vanno a cercare celebri e rinomate agenzie... Ma in quanto clienti a basso budget, l'agenzia non può dedicargli chissà quali attenzioni e spesso il risultato è: una campagna o un marchio o qualsiasi altro progetto di comunicazione non proprio brillante, frutto di compromessi infiniti tra la creatività, il budget risicato, la testardaggine dell'imprenditore nell'imporre alcune modifiche, l'acquisto degli spazi sbagliati eccetera. Morale: tanti soldi dedicati, scarsi risultati.

L'altro giorno riascoltavo "Emozioni" di Lucio Battisti e mi è venuta di getto questa variante. Per ridere un po'.

Emozioni a Milano

(La ballata dell’imprenditore marchigiano)

Uscir in tangenziale la mattina
dove non si muove un passo
incontro al solito salasso.
Discuter la campagna di advertising con l’usciere
per ore ed ore
per poi capir che sopra nessuno si muove.
E chiamare l’account al cellulare
sperando possa
mostrarmi ‘sta campagna e darsi una mossa.
E prendere a pugni l’usciere solo
perché non è milanese
sapendo che stasera torni al paese
e chiudere gli occhi per non pensare
che il budget è
finito già
e il personale lo saprà...
Vuoi mettere però
a Milano lo spenderò
emozioni
Tu chiamale se puoi
emozioni
la la la la la la

postato da: carlalattanzi alle ore 11:52 | permalink | commenti (1)
categorie: tendenze
giovedì, 17 maggio 2007

PubblicitĂ  cartacea, inutile per il web

Il web è un mondo a sé che vive e si alimenta con dinamiche proprie.

Lo dimostra anche questa bella riflessione di Andrea Signori su Marketing Routes:
Ma la pubblicità cartacea è utile al web?
Cita anche esempi reali di campagne di advertising tradizionale che hanno prodotto zero incrementi di visite ai siti pubblicizzati.

Cari pubblicitari, è ora di un reset.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:43 | permalink | commenti
categorie: marketing, advertising, tendenze
venerdì, 27 aprile 2007

Il marketing scopre l'annuncio di lavoro

searchLeggo sul Corriere della Sera di oggi che è in atto una nuova tendenza del marketing: creare un look pubblicitario agli annunci di ricerca del personale. "Veniamo da anni di monotonia grafica tremenda, roba da non distinguere un annuncio mortuario da una ricerca di personale", dice Maurizio Sala, direttore creativo in Armando Testa.

E allora via con le immagini accattivanti, i colori, le belle ragazze, in una gara di creatività dove soprattutto le aziende meno note cercheranno di spiccare. Inizia un'era dove l'identità del brand deve completarsi con un annuncio coerente. Il che significa che il reparto marketing dovrà cedere un pezzettino di budget all'ufficio personale.

Ma come al solito in Italia arriviamo per ultimi perché "altrove il recruiting creativo esiste da anni", come dice Sala. L'articolo (pagina 39) contiene anche i consigli per non sbagliare il colore.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:43 | permalink | commenti
categorie: marketing, tendenze
mercoledì, 18 aprile 2007

Mini, un pressing implacabile

Il marketing di Mini fa venire in mente Nereo Rocco, non per il catenaccio bensì per la marcatura a uomo, mai visto un pressing così implacabile. Il target è lì, al centro dell’area, pardon del mercato, e loro non lo mollano mai: sanno tutto di lui, lo seguono come un’ombra, ne anticipano i desideri, gli costruiscono attorno un mondo bellissimo, lo coccolano, gli trovano lavori, gli arredano la casa, gli fanno le valigie quando parte, lo fanno divertire…
Nicola Giorgi, brand manager Mini, li chiama i ‘Territori della marca’ e mentre ne fa l’elenco: “Siamo attivi nel cinema, design, community, punti vendita, brand experience, web, eventi, guerrilla marketing…” ci si accorge che non manca niente, c’è l’universo mondo, tutto, al completo.

Da un articolo uscito su "Prima Comunicazione" numero 371, Marzo 2007.
postato da: carlalattanzi alle ore 10:07 | permalink | commenti
categorie: marketing, tendenze