Per appassionati di libri sarà quello che è
You Tube per i video e
Flickr per le foto... Come farne a meno?
Nel fine settimana sono venuta a conoscenza del fenomeno
aNobii, il bookcrossing, il modo più friendly per: trasportare la propria libreria fisica in un sito, conoscere quanti altri hanno i libri che ti interessano, sapere come li hanno commentati, farsi una lista dei desideri e altro.
Ci si iscrive in pochi secondi e si inizia a creare la propria libreria. L'interfaccia è semplice e intuitiva.
Le logiche sono quelle dei
social network, quindi visibilità dei propri spazi agli altri utenti, commenti pubblici (ma c'è anche modo di renderli privati),
ordinamento per tags.
Volendo si può anche vendere e acquistare, ma credo che le transazioni si facciano privatamente e offline.
In un primo momento ho pensato che questa novità toglierà un po' di spazio a chi, come me, voleva creare nel proprio sito o blog degli spazi per commentare e segnalare libri.
Ma si sa, ai fenomeni della rete è inutile opporsi. Se sono validi, bisogna subito trovare il modo di servirsene al meglio. Partecipare è meglio che resistere.
Un articolo esaustivo su aNobii lo trovate su
Apogeonline.
Ah, dimenticavo:
aNobii deriva dal nome scientifico del tarlo del legno,
anobium punctatum, che nei paesi di cultura anglosassone è definito
bookworm, verme dei libri.