Carla Lattanzi, il blog

Giornale di bordo di una copywriter: un viaggio tra le parole scritte e la comunicazione.

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Blogger: carlalattanzi
Nome: Carla Lattanzi
Copywriter e business writer, appassionata di comunicazione e letteratura. Ho un sito: www.carlalattanzi.it, ovvero Guida alla scrittura quotidiana.

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mercoledì, 24 ottobre 2007

I motori di ricerca preferiscono il passivo?

web_browserPer chi scrive sul web: obbligatorio leggere il post di Luisa Carrada che fa una perfetta sintesi dell'ultima Alertbox di Jacob Nielsen.
La forma verbale al passivo, sempre sconsigliata nella scrittura professionale (anche da me, nel mio sito),  torna invece alla ribalta grazie alle preferenze dei motori di ricerca, che leggono prima le parole chiave.
postato da: carlalattanzi alle ore 17:25 | permalink | commenti
categorie: web writing, web stuff, seo copywriting
martedì, 23 ottobre 2007

Quando le parole non servono

Seguite il link e guardate con che brillantezza IKEA comunica la varietà delle proposte per la cucina.
Invece dell'ennesimo, soporoso discorso su quanto "le nostre soluzioni permettano ogni tipo di personalizzazione per gli stili e gli ambienti più diversi..." blah blah blah. Dove l'ho letto? Su tre milioni di siti.

Certo che questo è un passo verso un web visuale, cosa che ho spesso osteggiato qui e altrove,  però ciò che va difeso è il contenuto, il buon contenuto. Quando un messaggio funziona, funziona.
postato da: carlalattanzi alle ore 12:20 | permalink | commenti (4)
categorie: advertising, web stuff
venerdì, 19 ottobre 2007

VIP o popolano? Belle riflessioni sul Blog.

Su Segnal'etica, blog di Massimo De Nardo sui linguaggi della comunicazione, c'è un articolo di Assunta Altieri che riflette sui Vip-blog e sui danni che hanno portato nella blogosfera.
Per chi è appassionato di blog, è da non perdere.
Nella stessa pagina, trovate anche una bella divagazione sul Gossip, a partire dalle notizie-non-notizie di Repubblica on line, colonna destra.
E' come un giornale da parrucchieria, dice Massimo, ma almeno quando esci da lì hai i capelli in ordine.
postato da: carlalattanzi alle ore 16:07 | permalink | commenti
categorie: web writing, buone letture, web stuff
lunedì, 16 luglio 2007

PubblicitĂ  su Internet: l'intruso scortese

I budget pubblicitari spesi sul web sono in aumento. Ma sarà un buon investimento? No, secondo Giampaolo Fabris, arcinoto sociologo ed esperto di comunicazione, che in un articolo apparso sul sito Ferpi (federazione relazioni pubbliche italiana) parla del rapporto particolare che i frequentatori di Internet hanno con l'advertising via rete. E auspica una netiquette della pubblicità.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:26 | permalink | commenti
categorie: advertising, web stuff
mercoledì, 04 luglio 2007

Una bella mappa del web 2.0

Vi segnalo una mappatura del web 2.0, elaborata alla fine del 2006 ma ancora valida per riflettere.
Visivamente carina, e curiosamente definita: Virtual Identity 0.2.

Su due ipotetici assi ci sono  il binomio identità pubblica / privata e quello main activity / entertainment.
Il risultato è un puzzle dove ognuno può collocare  le proprie attività sul web.

Cliccate sull'immagine per accedere all'originale sul blog Leafar.
Clicca sull'immagine per vedere la mappa virtual identity
Conoscere - fare - amare - condividere. To know, to do, to like, to share. Queste sono le dimensioni del web. Al centro di tutto c'è I AM what I say...il blog.
Interessante.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:53 | permalink | commenti (3)
categorie: tendenze, web stuff
martedì, 03 luglio 2007

Parole longeve, come il legno

Riflettevo su due parole, che hanno avuto una vita lunghissima, si usano nel web e hanno entrambe a che fare con il legno.
nodo_legnoLa prima è Codice: dal latino caudex, il tronco di legno. Un bel "ciocco" da cui si cominciarono a ricavare le tavolette per scrivere. Un insieme di tavolette da leggere una dopo l'altra, con l'andamento tipico del libro (anche se fino al IV secolo dopo Cristo il libro "dotto" aveva la forma del rotolo di papiro).

Una sequenza di tavolette usate come pagine diventa un codex, la forma ideale per trascrivere un corpus di leggi e regolamenti. Ecco che si avvicina il nostro codice. Il significato della parola slitta dal supporto al contenuto, e pian piano si designa con "codice" anche l'insieme di segni che è destinato a trasmettere l'informazione in un settore specifico, talvolta in forma segreta. C'è il codice della strada, il codice della navigazione... La parola è tornata di gran moda dopo il Codice da Vinci. Poi c'è anche il codice HTML, ovvero il linguaggio informatico che sta dietro le pagine dei siti internet. E dal nostro ciocco siamo arrivati al web.

C'è poi la parola Log, in inglese. Anche il log è un bel tronco di legno, solido e spesso quanto basta per farne il supporto di un libro. Log infatti passa presto a indicare il registro su cui appuntare le notizie relative a un periodo di tempo o a un viaggio. Tipicamente, il libro di bordo del capitano della nave è un Log.
Sul web si naviga, così il diario del navigante diventa il Web Log, da cui blog. E ancora una volta abbiamo viaggiato nel tempo, dall'umile tronco fino al tecnologico web.

Poche variazioni nel significante (la forma esteriore della parola), lungo percorso nel significato. Alcune parole non finiscono mai di stupirci.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:01 | permalink | commenti (1)
categorie: le parole per dirlo, web stuff
lunedì, 02 luglio 2007

Social network visuali e tramonto del testo

muccaLeggo su "Italia Oggi" di venerdì scorso un articolo a firma di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di SDA Bocconi nell'area strategie aziendali e presidente del Comitato Scientifico di Assodigitale.
L'articolo contiene suggerimenti alle aziende, per consentire loro di sfruttare nel modo corretto i fenomeni di social network, e in particolare SecondLife (vedi post precedente...).

In chiusura, Carnevale Maffè dice:
Mentre la nostra partecipazione a un sito internet non è immediatamente percepita da terzi, se non tramite un nostro contributo attivo in forma verbale (forum, chat, sistemi di instant messaging), servizi come SecondLife valorizzano la nostra presenza, rendendoci immediatamente e semplicemente visibili agli altri e, significativamente, a noi stessi. Liberare Internet dalla schiavitù della mediazione verbale, ancor più nella sua complessa versione testuale, è la grande scommessa dei social network visuali.

E speriamo che la perdano questa scommessa. Dopo che decenni di televisione ci hanno ridotto a dei bruti ululanti, dopo che abbiamo imparato a valutare la qualità dei contenuti con la moneta dell'audience, l'era del web, massime quella del 2.0, ha aperto un nuovo umanesimo.
Un era in cui scrivere è di nuovo un piacere, non una schiavitù, e i contenuti valgono per la loro intrinseca bontà rispetto al pubblico cui sono destinati.
E da questa dimensione testuale dovremmo essere liberati, grazie ai nostri avatar e altre amenità visive.  Ma ciò che distingue l'uomo dal resto del creato è il logos, che è ragione e, guarda caso, anche parola. O dovremo supporre che all'uomo basti il solo gesto?
postato da: carlalattanzi alle ore 11:18 | permalink | commenti (4)
categorie: tendenze, web stuff
venerdì, 29 giugno 2007

Web is the beef?

Il marketing delle aziende oggi deve prevedere una bella fetta di web. Ma quanto ne hanno capito le aziende? E se ne hanno capito, si affidano ai professionisti giusti?

Un articolo chiaro e piacevole di Maurizio Sala, apparso su BIGOUTBLOG parla di campagne virali, di investimento sullo User Generated Content, di presenza su Second Life per aumentare il brand value.

Con molti buoni consigli, domande e un ritornello "Sì, ma devi saperlo".
E alla fine Sala si chiede: Web is the beef? SI, e allora comportiamoci di conseguenza.


postato da: carlalattanzi alle ore 10:15 | permalink | commenti
categorie: marketing, advertising, web stuff
lunedì, 11 giugno 2007

Arriva aNobii, il social network dei libri

Per appassionati di libri sarà quello che è You Tube per i video e Flickr per le foto... Come farne a meno?

Nel fine settimana sono venuta a conoscenza del fenomeno aNobii, il bookcrossing, il modo più friendly per: trasportare la propria libreria fisica in un sito, conoscere quanti altri hanno i libri che ti interessano, sapere come li hanno commentati, farsi una lista dei desideri e altro.

Ci si iscrive in pochi secondi e si inizia a creare la propria libreria. L'interfaccia è semplice e intuitiva.
Le logiche sono quelle dei social network, quindi visibilità dei propri spazi agli altri utenti, commenti pubblici (ma c'è anche modo di renderli privati), ordinamento per tags.

Volendo si può anche vendere e acquistare, ma credo che le transazioni si facciano privatamente e offline.

In un primo momento ho pensato che questa novità toglierà un po' di spazio a chi, come me, voleva creare nel proprio sito o blog degli spazi per commentare e segnalare libri.
Ma si sa, ai fenomeni della rete è inutile opporsi. Se sono validi,  bisogna subito trovare il modo di servirsene al meglio. Partecipare è meglio che resistere.

Un articolo esaustivo su aNobii lo trovate su Apogeonline.

Ah, dimenticavo: aNobii deriva dal nome scientifico del tarlo del legno, anobium punctatum, che nei paesi di cultura anglosassone è definito bookworm, verme dei libri.
postato da: carlalattanzi alle ore 11:54 | permalink | commenti (2)
categorie: tendenze, caffè letterario, web stuff
giovedì, 07 giugno 2007

Il pianeta delle scimmie?

"Millions and millions of exuberant monkeys ... are creating an endless digital forest of mediocrity".

Così parlò della blogosfera Andrew Keen, imprenditore di Londra che ha fatto fortuna nella Silicon Valley  lanciando, all'inizio della dot com era,  il fenomeno Audiocafè. La teoria di Keen è esposta in un libro dal titolo The Cult of the Amateur: How Today's Internet is Killing our Culture e sta facendo infuriare tutta l'America che scrive nei blog.

L'articolo è sul sito della CNN.
postato da: carlalattanzi alle ore 08:59 | permalink | commenti
categorie: tendenze, web stuff
mercoledì, 06 giugno 2007

Come cambia la pubblicitĂ  nel web

ADV_kellogsE' stato pubblicato l'ultimo rapporto EIAA, (PDF)  European Interactive Advertising Association, sui formati e stili pubblicitari che più "tirano" in questo momento nel web.
Quanto ai formati, i numeri parlano chiaro: il "Super Banner" (728 x 90) e il "Medium Rectangle - MPU" (300 x 250) sono quelli che in Europa si usano di più (ci sono esempi visivi nel rapporto).

Queste le motivazioni:
Advertisers are embracing 'entertaining' online ad formats as a way to interact and engage with their consumers and communicate brand messages.
A proposito di numeri:
To create the report over 300 billion online ad impressions delivered between July and December 2006 were analysed.

Il primo formato sembra spinto dalla legge dell'usabilità per cui maggiore è l'area cliccabile minore le difficoltà dell'utente ad accedere al link.
Il secondo è preferito in quanto veicolo di una pubblicità "rich content media" ovvero in streaming audio/video.
Dovremo mandare in soffitta l'annuncio contestuale?
postato da: carlalattanzi alle ore 16:27 | permalink | commenti (2)
categorie: advertising, tendenze, web stuff
giovedì, 31 maggio 2007

RSS, capiamo cos'è una volta per tutte. Con un video.

Molti non hanno idea di cosa siano gli RSS e non c'è niente di male.
Con il pragmatismo ordinato tipico del mondo anglosassone, gli esperti di Common  Craft hanno realizzato un video che in appena 3 minuti spiega cosa sono gli RSS e perché conviene abituarcisi.

Il video è in inglese (facile) ma ho scovato la versione con sottotitoli in italiano.



Il titolo originale è RSS in Plain English. Un ottimo esempio di divulgazione.
Valido anche l'avvertimento finale "Attenzione alla dipendenza!".

Per gli RSS oltre al modo indicato da loro nel video, ce n'è un altro ancora più semplice. In alcuni browser come Firefox (che io uso) c'è il bottoncino arancione nella barra dell'indirizzo. Basta cliccarci sopra ed è fatta.
postato da: carlalattanzi alle ore 15:14 | permalink | commenti
categorie: tendenze, le parole per dirlo, web stuff